Team Building: Fare gruppo sul posto di lavoro!

Vediamo come organizzare una giornata di svago per i nostri dipendenti.

E’ risaputo, oppure solo per alcuni, in particolare le aziende Americane, che guardando le attività di gruppo svolte nelle scuole sui propri figli, si sono accorte di come sia importante concretizzare il rapporto anche fuori il posto di lavoro.

Team building

Nasce cosi, la prima idea di Team Building, cioè quelle attività, viaggi o esperienze ricreative, spesso competitive che servono a definire la compattezza di un team di lavoro, spesso sotto forma di Eventi Aziendali. L’amicizia è un incentivo, e quindi condividere un’esperienza con un collega di lavoro può diventare un bellissimo ricordo da portare avanti negli anni che serva a tenere uniti gli animi duranti sessioni di overflow (lavoro straordinario o massiccio) oppure in momenti di difficoltà, creando così un meccanismo di coesione e di altruismo che diventino fondamentali soprattutto in aziende dove il lavoro di gruppo è alla base del prodotto finale.

Come si divide il concetto in 5 fasi principali:

Lewin e Tuckman, precursori del metodo, sono due psicologi che si sono interessati per primi allo studio di tale sistema.

Lewin era dell’impressione che “il gruppo è più della somma delle singole parti”; intraprendenza, influenza e senso di appartenenza, sono stati introdotti nel sistema proprio grazie al alcuni suoi ragionamenti.

Tuckman, invece ha contribuito sviluppando il tema e dividendolo in 5 fasi principali:

  • Formazione: è la prima fase, ovvero quella in cui si lavora a sviluppare tra i colleghi di un senso di appartenenza, attraverso esperienze comuni e la creazione di un’identità di squadra (foto, gadget, ecc…) tutto coordinato dal Leader che seleziona i collaboratori in base a criteri tecnici, funzionali e relazionali. Da questa scelta vengono definiti i ruoli e i principali obbiettivi.
  • Contagio: in questa fase è fondamentale la figura del Leader, che infatti deve saper mettere in risalto i vali pregi o difetti dei vari individui, stimolando il confronto e la competizione fra i vari soggetti n questione. Come una reazione a catena, questo servirà a coinvolgere tutti allo stesso livello.
  • Normalizzazione: superati i momenti critici, questi serviranno a rafforzare il legame dell’organico lavorativo. Da qui in poi, la chimica del gruppo sarà affinata, ruoli e obbiettivi saranno assegnati.
  • Efficienza: Un alto livello di auto-efficenza suscita coraggio e fiducia nell’azienda e permette di considerare i fallimenti come un momento di crescita. Al contrario, un basso livello di auto-efficenza porta la squadra ad arrendersi di fronte alle sfide. A questo punto si passa al livello pratico, ovvero quello in cui ogni singolo dovrà mettere in atto gli insegnamenti ricevuti dalle esperienze precedenti, una sana dose di competizione non fa mai male.
  • Aggiornamento: una volta completate le mansioni, raggiunti gli obbiettivi stabiliti, è il momento di sciogliere il gruppo, raccogliendo i frutti e l’esperienza accumulata. E’ il momento adatto per intercettare nuovi obiettivi e dare inizio ad una nuova fase di formazione.

“Il gruppo è più della somma delle singole parti”

Classici esempi di Team Building possono essere anche una partita a calcetto ogni tanto fra colleghi, al fine di favorire l’amicizia e l’affiatamento fra persone che altrimenti si ridurrebbero a condividere solamente la vita lavorativa, senza poter contare sull’aiuto di una vera amicizia, altri casi sono quelli degli eventi Eventi Aziendali.

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